live-rustCome ho gia detto in alcuni precedenti post,  nel parlare di Neil Young mi trovo di fronte al mio musicista preferito in assoluto , insieme agli strepitosi Allman Brothers Band e Lynyrd Skynyrd.

In questo periodo sto riascoltando , cosa che peraltro faccio abbastanza regolarmente , il meraviglioso Live Rust , uno dei live più belli e intensi nella storia della musica rock  a mio parere e che posseggo in vinile.

Mai come in questo lavoro si assiste a un incredibile e intenso intrecciarsi di stili , suoni e situazioni musicali tanto diverse tra loro ma assolutamente pertinenti e in sintonia.

Registrato nel 1978  e uscito l’anno successivo presenta una straordinaria sequenza di brani che in questa versione live si arricchiscono di una atmosfera veramente unica , data anche dalla perfetta sintonia musicale e affettiva che legava in quel periodo Neil ai Crazy Horse con una rinnovata voglia di suonare e creare grande musica come testimoniato dal successo di Rust Never Sleep dell’anno precedente.

Questo Live Rust è il logico risultato della fantastica tourneè di Rust Never Sleep e ci dona un Neil Young veramente al top con versioni forse tra le migliori mai sentite di alcuni dei suoi brani più famosi .

La fantastica sequenza dei 5 brani di apertura ( Sugar Mountain , I Am a Child , Comes a Time , After the Goldrush , My My, Hey Hey )    in versione totalmente acustica varrebbe da sola il prezzo del biglietto, come si suol dire , ma è solo un antipasto a una seconda parte decisamente elettrica , a tratti selvaggia e impetuosa  , ma al tempo stesso sofferta e intensa .

Da When You Dance You Can Really Love , Neil Young imbraccia la sua Gibson elettrica ed entrano in scena i Crazy Horse e la scena cambia totalmente.

The Loner è solo l’inizio di questo cambio di suono e stile, ma si ritorna per un momento alle atmosfere acustiche con la sofferta e drammatica The Needle and the Damage Done , altamente evocativa e coinvolgente come sempre.

Lotta Love è l’ultima incursione in campo country/folk  di questo lavoro e fa praticamente da apripista al finale infuocato , distorso e intenso di questo capolavoro.

Con  Sedan Delivery , la Gibson di Neil Young si fa sempre più distorta e il suono più sporco ma incredibilmente non perde assolutamente di efficacia , non va assolutamente a influire sulla qualità delle composizioni , anzi se possibile rafforza e impreziosisce ancora di più dei pezzi già di per sè eccellenti.

Powderfinger , Cortez the Killer e Cinnamon Girl sono di una bellezza e di una intensità sconvolgente in questa versione live e ci introducono a un finale se possibile ancora più emozionante con la meravigliosa Like a Hurricane mai così bella ,coinvolgente , a tratti ipnotica e alla dura e distorta all’inverosimile Hey Hey, My My (Into the Black) , come solo lui probabilmente può suonarla.

In sostanza un lavoro davvero unico e imperdibile che ci regala un musicista al top della forma e canzoni meravigliose  , e che consiglio quindi soprattutto ai più giovani , se ancora in giro c’è un minimo di voglia di ascoltare veri musicisti e vera musica , e non cose piatte e banali prefabbricate a tavolino esclusivamente per vendere.

Come al solito cliccando sulla copertina potete avere una veloce anteprima dei brani .

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