God e Guns

Ho aspettato molto prima di pubblicare questo post, un pò per mancaza di tempo ma soprattutto perchè volevo ascoltare bene il Cd in questione prima di parlarne, per non essere influenzato dall’ entusiasmo di avere tra le mani un nuovo lavoro di una band che amo tantissimo al di là del discorso strettamente musicale.

Ed ecco finalmente in mio possesso questo God e Guns , il tanto atteso nuovo lavoro dei Lynyrd Skynyrd che ha già scatenato i fans di tutto il mondo tra detrattori ( pochi comunque ) e sostenitori di questo album e sul quale dico subito la mia prima di entrare nel dettaglio : bellissimo, mi piace, lo trovo molto divertente e coinvolgente, ottime canzoni ( l’unica che non mi piace è Floyd )  , si ascolta con grande piacere e mi lascia un senso di grande soddisfazione e carica emotiva dopo l’ascolto…ma vediamo di approfondire e puntualizzare il discorso.

Sono passati ben sei anni dall’ultimo lavoro in studio degli Skynyrd , quel Vicious Cycle del 2003 che celebrava in qualche modo i trent’anni di prestigiosa ma tormentata storia della band di Jacksonville, e nel frattempo il destino ha continuato ad accanirsi sui membri di questa strana e sfortunata famiglia con la scomparsa prima di Hughie Thomasson poi di Ean Evans e Billy Powell che hanno avuto comunque  il tempo di collaborare in parte alla realizzazione  di questo progetto .

Il titolo , God e Guns , rappresenta in due semplici parole l’essenza della storia e dello spirito del popolo americano,  come ha recentemente dichiarato Johnny Van Zant in diverse interviste,  e la canzone che porta lo stesso titolo all’interno dell’album ne è il manifesto, e in effetti non si può dargli torto rivisitando la storia più e meno recente degli Stati Uniti d’America in tutte le sue varie evoluzioni, rivoluzioni e sfaccettature.

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Va detto che il sound dei Lynyrd si è fatto nel tempo sempre meno blues e sempre più country rock oriented nello stile dei fratelli Van Zant intesi come Johnny e Donnie che in coppia hanno realizzato alcuni ottimi album in perfetto stile country rock, e in questo album ne abbiamo conferma in pezzi come Simple Life, ennesima dichiarazione d’amore per la propria terra, le proprie radici, le proprie tradizioni e diciamo pure un orgoglio sudista mai sopito così come in Southern WaysUnwrite That Song, That Ain’t My America e la stessa God e Guns dalla suggestiva iniziale atmosfera western, mentre l’ influenza stilistica quasi hard rock di Rickey Medlocke si sente maggiormente in Still Unbroken , pezzo quantomai rivelatore della natura della band alla luce della loro storia recente anche se è un pezzo che giaceva nei casseti da tempo sempre da dichiarazioni di JVZ, Little Thing Called You e Comin’ Back for More con un sound comunque molto arioso che potremmo quasi definire ” commerciale ” senza sminuirne comunque la qualità, continuando in ogni caso a raccontare storie e situazioni di una America che è molto più presente e reale di quanto non si creda, rimarcando ancora una volta che l’America non è solo New York e le varie luccicanti metropoli che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi.

Inutile dire che i fans più accaniti e nostalgici della band storcono il naso di fronte a sonorità così differenti dalle origini, esistono infatti addirittura gruppi in rete che considerano i Lynyrd Skynyrd un gruppo musicale solo fino al tragico 1977 punto e basta, atteggiamento a mio parere assurdo così come è assurdo fare paragoni tra la band attuale e il passato considerando che è rimasto il solo Gary Rossington a testimoniarne le origini e la storia, tralasciando il discorso su Rickey Medlocke che entrando fugacemente come drummer ne è uscito praticamente subito pare per forti contrasti col leader Ronnie Van Zant.

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Parliamo di epoche musicali diverse, alchimie tra persone , amici , musicisti purtroppo irripetibili e quindi non ha alcun senso paragonare il sound delle origini con quello attuale, semplicemente si può giudicare se le canzoni e i concerti sono ancora degni di attenzione e io trovo che lo siano assolutamente , ma a mio parere ancora di più continuare ad essere fan dei Lynyrd Skynyrd nel tempo significa far parte di una comunità , di una grande enorme famiglia, significa amare un simbolo e una icona della musica, nel bene e nel male.

Due parole infine sulla bellissima confezione della Special Edition che contiene 2 CD con 3 bonus track e 3 pezzi live in più rispetto alla edizione normale, un bellissimo libretto con tutti i testi e suggestive fotografie e soprattutto un commosso e doveroso ricordo di Billy Powell e Ean Evans con una bellissima foto e dedica.

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Devo anche aggiungere che la grafica di tutto questo progetto è davvero azzeccata e suggestiva.

Per una anteprima cliccate qui :

God & Guns

Long Live to Skynyrd !!