Neil Young ” Live at Massey Hall 1971 ” ( CD + DVD – 2007 ) . Semplicemente meraviglioso…

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Live at Massey Hall 1971

Live at Massey Hall 1971

Dallo sconfinato archivio musicale di Neil Young stanno cominciando a uscire autentiche perle e in particolare questo che vi presento è un autentico capolavoro , imperdibile per chi ama il cantautore canadese e la musica d’autore in genere.

Siamo nel 1971 e il giovane ma già affermato Neil Young si è appena lasciato alle spalle l’ iniziale esperienza con i Buffalo Springfield e tre ottimi album con i quali si è imposto all’attenzione internazionale , ma soprattutto è appena sfumata l’eco della leggendaria ma al tempo stesso controversa esibizione a Woodstock nel ’69 , dove in compagnia degli amici Crosby , Steel e Nash ha lasciato una impronta e una testimonianza indelebile nella storia della  musica rock/folk.

Il mitico e leggendario concerto acustico di Neil Young alla Massey Hall di Toronto , città dove è nato nel 1945  è finalmente una realtà dopo essere stato un oggetto quasi misterioso e di culto in forma di boottleg, e fin dalle prime note di On The Way Home si capisce che siamo di fronte a una performance che presuppone un ascolto partecipato e intenso come raramente mi era capitato di percepire.

Incredibile l’intensità e l’atmosfera quasi ipnotica che scaturisce immediatamente dalla note della sua magica chitarra e dalla voce solo apparentemente stonata e sforzata nei toni alti del canadese con le successive Tell Me Why e Old Man , il quale diventerà uno dei suoi pezzi più famosi entrando nell’album Harvest che uscirà qualche mese dopo.

“I’m gonna sing mostly new songs tonight…”  con questa frase sedendosi al pianoforte l’atmosfera se possibile si fa ancora più intensa e intima con Journey Through The Past col pubblico che esplode in un fragoroso applauso alla strofa ” now i’m going back to Canada ” , e  segue uno straordinario medley sempre al pianoforte di A Man Needs A Maid/Heart of Gold , altri due pezzi che daranno lustro e fama al già citato Harvest .

Si rimane davvero rapiti e coinvolti in questa magica atmosfera , e il concerto scorre via con brani come Cowgirl in the sand , The Needle and the damage done , Ohio , Down by the river solo per citarne alcuni, chiudendo il tutto con I am a child.

In sostanza un disco capolavoro che come dicevo richiede un ascolto partecipato e attento , non è certo un disco da ascoltare distrattamente , si perderebbe tutta la magica , intima e per certi versi quasi mistica atmosfera che pervade tutto questo splendido concerto , una autentica perla nella discografia di Neil Young e uno dei capolavori della storia della musica contemporanea.

Forse vi sembreranno esagerate le mie considerazioni , ma questo è il Neil Young che adoro e che mi rapisce ad ogni ascolto , questa a mio parere è la dimensione che rende al meglio lo straordinario talento e carisma del cantautore canadese…un palco , una chitarra , un pianoforte e nulla più…il resto viene da se.

Non per nulla i lavori che preferisco in assoluto di Neil Young sono proprio i live , questo Live at Massey Hall e Live Rust su tutti , del quale vi ho già parlato in passato in cui si passa da atmosfere acustiche strepitose e dolcissime ad atmosfere elettriche e selvagge come solo lui sa fare.

Assolutamente imperdibile lo special pack  di questo Live at Massey Hall con allegato il DVD del concerto stesso , che pare realizzato in un affascinante e suggestivo bianco e nero con immagini  di repertorio e vita privata tra un brano e l’altro , ma si tratta in realtà di un sapiente intreccio di reali immagini d’epoca e un abile mixaggio in fase di regia.

Il risultato è un bellissimo video con immagini e colori sfumati , sgranati e  abilmente assemblati davvero suggestivo.

Un documento musicale e visivo da non lasciarsi sfuggire.

Vi lascio con video proprio del 1971 che rende perfettamente l’idea dell’atmosfera che si respira in questo strepitoso e storico concerto.

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Fork in the Road…dal 7 aprile disponibile il nuovo lavoro di Neil Young.

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Come ho già piu volte sottolineato in passato sia in questo bog sia nei mei vari interventi in blog musicali e non , il grande vecchio e inossidabile Neil Young è probabilmente il mio musicista preferito in assoluto , anche se mi è davvero difficile fare una classifica delle mie preferenze.

Ogni volta questo incredibile artista riesce a sorprendermi , non sempre in positivo devo ammetterlo , ma ogni suo lavoro riesce sempre in ogni caso a destare interesse e a non essere mai banale e quindi passare inosservato.

Questo nuovo ” Fork in the Road ” ci restituisce ancora una volta un cambio repentino di stile musicale e tematiche nei testi , con argomenti ecologico/ambientali , politica pro Obama , e accuse al monopolio petrolifero mentre la parte musicale torna a sonorità sporche e distorte ben lontane da Prairie Wind e Harvest Moon.

La chitarra e il cantato tornano a farsi grezzi e distorti con chiari riferimenti a celebri capolavori tipo ” Like a Hurricane ” e ” Powderfinger ” , ma non mancano atmosfere quasi southern o country anche se il tono di fondo rimane scarno e diretto.

Devo premettere che non ancora ascoltato al completo e approfonditamente l’intero album , ma ascoltando diverse traccie e vedendo qualche video relativo l’impressione è davvero quella di un lavoro volutamente scarno e quasi minimale nella produzione e nelle sonorità , ma non è necessariamente un difetto , anzi.

Neil Young è così , camaleontico e sorprendente , dolcissimo e selvaggio , proprio per questo è un artista senza eguali , riesce sempre a sorprendere nel bene e nel male.

Per avere una idea di quello che vi aspetta cliccate qui sotto sul suo My Space :

http://www.myspace.com/neilyoung

Neil Young – Live Rust ( Vinile – 1979 ) Un disco fondamentale nella storia della musica.

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live-rustCome ho gia detto in alcuni precedenti post,  nel parlare di Neil Young mi trovo di fronte al mio musicista preferito in assoluto , insieme agli strepitosi Allman Brothers Band e Lynyrd Skynyrd.

In questo periodo sto riascoltando , cosa che peraltro faccio abbastanza regolarmente , il meraviglioso Live Rust , uno dei live più belli e intensi nella storia della musica rock  a mio parere e che posseggo in vinile.

Mai come in questo lavoro si assiste a un incredibile e intenso intrecciarsi di stili , suoni e situazioni musicali tanto diverse tra loro ma assolutamente pertinenti e in sintonia.

Registrato nel 1978  e uscito l’anno successivo presenta una straordinaria sequenza di brani che in questa versione live si arricchiscono di una atmosfera veramente unica , data anche dalla perfetta sintonia musicale e affettiva che legava in quel periodo Neil ai Crazy Horse con una rinnovata voglia di suonare e creare grande musica come testimoniato dal successo di Rust Never Sleep dell’anno precedente.

Questo Live Rust è il logico risultato della fantastica tourneè di Rust Never Sleep e ci dona un Neil Young veramente al top con versioni forse tra le migliori mai sentite di alcuni dei suoi brani più famosi .

La fantastica sequenza dei 5 brani di apertura ( Sugar Mountain , I Am a Child , Comes a Time , After the Goldrush , My My, Hey Hey )    in versione totalmente acustica varrebbe da sola il prezzo del biglietto, come si suol dire , ma è solo un antipasto a una seconda parte decisamente elettrica , a tratti selvaggia e impetuosa  , ma al tempo stesso sofferta e intensa .

Da When You Dance You Can Really Love , Neil Young imbraccia la sua Gibson elettrica ed entrano in scena i Crazy Horse e la scena cambia totalmente.

The Loner è solo l’inizio di questo cambio di suono e stile, ma si ritorna per un momento alle atmosfere acustiche con la sofferta e drammatica The Needle and the Damage Done , altamente evocativa e coinvolgente come sempre.

Lotta Love è l’ultima incursione in campo country/folk  di questo lavoro e fa praticamente da apripista al finale infuocato , distorso e intenso di questo capolavoro.

Con  Sedan Delivery , la Gibson di Neil Young si fa sempre più distorta e il suono più sporco ma incredibilmente non perde assolutamente di efficacia , non va assolutamente a influire sulla qualità delle composizioni , anzi se possibile rafforza e impreziosisce ancora di più dei pezzi già di per sè eccellenti.

Powderfinger , Cortez the Killer e Cinnamon Girl sono di una bellezza e di una intensità sconvolgente in questa versione live e ci introducono a un finale se possibile ancora più emozionante con la meravigliosa Like a Hurricane mai così bella ,coinvolgente , a tratti ipnotica e alla dura e distorta all’inverosimile Hey Hey, My My (Into the Black) , come solo lui probabilmente può suonarla.

In sostanza un lavoro davvero unico e imperdibile che ci regala un musicista al top della forma e canzoni meravigliose  , e che consiglio quindi soprattutto ai più giovani , se ancora in giro c’è un minimo di voglia di ascoltare veri musicisti e vera musica , e non cose piatte e banali prefabbricate a tavolino esclusivamente per vendere.

Come al solito cliccando sulla copertina potete avere una veloce anteprima dei brani .

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Un meraviglioso viaggio nella musica : Neil Young – Heart of Gold ( Video DVD – 2006 ) Concerto/Documentario

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Nel settembre del 2005 Neil Young esce con il nuovo disco ” Prairie Wind ” , un album decisamente riuscito e ispirato, denso di sonorità e influenze country e folk  ideale proseguimento delle atmosfere musicali che troviamo in ” Harvest ” e ” Harvest Moon “.

Per presentare questo nuovo lavoro Neil Young decide di esibirsi allo storico Ryman Auditorium di Nashville , la Country Town per eccellenza, con un cast di amici e musicisti davvero di eccellenza.

Ad accompagnarlo in questo strepitoso concerto di presentazione del nuovo disco troviamo infatti Ben Keith alla steel guitar , Rick Rosas al basso, la regina assoluta del country Hemmylou Harris , la moglie Pegy alla chitarra…insomma un cast eccellente impreziosito da ottimi musicisti della scena di Nashville.

Questo strepitoso avvenimento è stato documentato dal regista Jonathan Demme e il risultato è un meraviglioso viaggio nella storia della musica , in uno dei luoghi più suggestivi e carico di ricordi ed emozioni.

Dopo una interessante e intensa introduzione dello stesso Young e dei suoi compagni di viaggio tra i ricordi della Nashville dei tempi andati  e la genesi di questo progetto, il concerto/documentario inizia con i brani del nuovo album per poi proseguire con i classici del repertorio di Young in un crescendo di emozione e grande musica , con al suo fianco sul palco dello storico Auditorium tutti i musicisti coinvolti in questa straordinaria serata.

Un DVD assolutamente da avere per tutti gli appassionati di Neil Young , ma non solo , in quanto è un documento decisamente importante per tutti gli amanti di un certo modo di fare musica .

Uno spaccato nella vita di un incredibile artista e al tempo stesso un viaggio nella musica e nei luoghi che ne hanno fatto la storia.

Imperdibile !

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Neil Young – Harvest ( CD – 1990 ) Originale Febbario 1972

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Parlare di Neil Young in un semplice articolo o recensione è una impresa davvero impossibile …  come si fa a racchiudere in poche righe uno straordinario Artista ( si…con la A maiuscola ) con 40 e passa anni di incredibile carriera musicale alle spalle ?

Naturalmente in questo mio spazio mi limiterò a parlare del materiale in mio possesso attualmente , altrimenti mi toccherebbe scrivere un libro , e francamente non è nelle mie capacità…

Registrato a Nashville ( Tennessee ) patria del Country e città totalmente votata e immersa nella musica nel 1971, ma pubblicato a inizio 1972, è stato un lavoro molto travagliato e difficile da portare a termine a causa di diversi problemi personali e fisici ( uno dei tanti ) della sua vita .Problemi fisici alla schiena con conseguente operazione , matrimonio instabile , la lenta ma inesorabile caduta nel tunnel della droga del suo caro amico Danny Whitten dei Crazy Horse , che morì poi pochi mesi dopo , sono tutti fatti che lo accompagneranno nel progetto di questo lavoro.

In questo lavoro Young ha chiamato amici musicisti con i quali aveva già collaborato e con cui collabora tutt’oggi ( Stray Gators ) di provata capacità e affinità musicale e personale , su tutti Ben Keith alla meravigliosa Steel Guitar che sarà una caratteristica portante di questo disco. ma compaiono nomi che erano e saranno autentici fuoriclasse del Country e Folk , come James Taylor , Linda Ronstadt ,  e  Crosby , Steel e Nash con i quali ebbe un sodalizio fortunatissimo e prolungato.

Questo ” Harvest ” viene riconosciuto come il disco migliore di Neil Young , o meglio come il piu famoso e conosciuto anche ai non appassionati di questo straordinario cantautore , poeta , musicista, ecc…il mio parere è che è sicuramente un eccellente lavoro contenente alcune delle sue più belle canzoni, come ” Heart of Gold ” e ” Old Man ”  dove l’anima Country del canadese emerge prepotente,  ” Alabama ” che diede lo spunto ai Lynyrd Skynyrd per controbattere le accuse di razzismo al Sud degli Stati Uniti con la mitica ” Sweet Home Alabama ” e soprattutto ” The Needle and The Damage Done ” , una ballata acustica struggente e malinconica dedicata all’amico Whitten ormai devastato dall’eroina. Forse nel complesso il disco appare un pò troppo pulito nel suono e malinconico nel tono di fondo , ma questo è ovviamente dovuto a tutti quei fattori contingenti di cui vi ho parlato.

D’altra parte , Neil Young in ogni suo lavoro ha portato sempre una faccia , un sound , una atmosfera diversa ogni volta , ogni suo progetto riflette in pieno la sua situazione fisica e morale , la sua rabbia o la sua voglia di tranquillità e sicurezza..

Consiglio assolutamente questo ” Harvest ” , e per chi volesse approfondire la conoscenza di questo straordinario personaggio consiglio altrettanto ” Everybody Knows This Is Nowhere ” , Rust Never Sleeps ” , ” Live Rust ” , ” Harvest Moon ” , ” Freedom ” e ” Praire Wind ” da cui è stato tratto un meraviglioso concerto/documentario in DVD.

Vi lascio con questo video tratto dal ” Johnny Cash Show ”  , dove un giovanissimo ma già affermato Young esegue dal vivo proprio la struggente ” The Needle and the Damage Done “.

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