” Before the frost…” Nuovo album per i Black Crowes.

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Before the frost...

Reduci dal grande successo di vendite e critica di  Warpaint , ottimo album in studio bissato dall’edizione interamente live, i Black Crowes dei talentuosi fratelli Robinson sono tornati sulle scene con un nuovo lavoro molto interessante e ambizioso per festeggiare i 20 anni di carriera.

Before the frost… si presenta come album scaricabile fin da ora in rete attraverso il loro sito e i vari digital store , ma in abbinamento solo su  supporto fisico c’è un secondo album che è l’ideale seguito dal titolo …Until the freeze , quindi abbiamo in sostanza un album doppio che uscirà anche in versione limitata in vinile.

Si tratta in totale di 20 brani tra inediti e qualche versioni aggiornata di alcuni loro successi, e una cover di ” So Many Times ” di Stephen Stills.

Il progetto si presenta davvero interessante e sul loro sito e  MySpace è possibile ascoltare numerose anteprime di questo nuovo lavoro.

Ho avuto modo di vederli qualche giorno fa ospiti del Letterman Show , dove ormai sono di casa , e hanno sfoggiato la solita eccellente prestazione , qui sotto trovate il link proprio a quella serata.

http://www.cbs.com/late_night/late_show/video/?pid=US722JLv2JEykmSpZ5xSE938fWYl9Pz4&play=true&vs=Default

http://www.blackcrowes.com/

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The Marshall Tucker Band – Together Forever ( Vinile – 1978 )

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MTB - Together Forever

MTB - Together Forever

Dopo un periodo di news e articoli di varia natura ritorno a parlare dei dischi della mia piccola ma dignitosa collezione, e lo faccio con un album che sto riascoltando proprio in questo periodo.

Nominare la  Marshall Tucker Band significa parlare di un gruppo che seppure meno conosciuto e considerato dalle nostre parti, insieme a Lynyrd Skynyrd e ancora prima Allman Brothers Band ha fatto la storia del Southern Rock e dintorni con una classe e una impronta davvero unica, incarnando lo spirito più vicino al country style tipicamente texano in contrapposizione alla vocazione blues/jazz degli Allman e al rock n’roll granitico degli Skynyrd.

Originari di Spartanburg ( South Carolina ) hanno esordito nel 1973 con l’album omonimo ” Marshall Tucker Band ” e da subito si è capito che eravamo di fronte a musicisti eccellenti e con idee molto fresche e innovative creando un sound di grande classe e ed eleganza miscelando sapientemente elementi country, jazz, soul e blues.

La formazione originale vedeva Toy Caldwell alla chitarra e voce, Doug Gray alla tastiera e voce, Jerry Eubanks al flauto, George McCorckle alla chitarra, Paul Riddle alla batteria, Tommy Caldwell al basso, e la stessa formazione la ritroviamo appunto in ” Together Forever ” del 1978, dal titolo altamente evocativo e malinconico alla luce di quello che accadrà negli anni a venire, settimo album pubblicato dalla band nel suo frenetico e prolifico inizio di carriera.

Pur non essendo uno dei lavori considerati tra i migliori della loro produzione, contiene comunque alcuni pezzi davvero interessanti e piacevoli, e il disco comincia subito alla grande con la bellissima ” I’ll be loving you ” , travolgente nella sua ritmica incessante di percussioni e basso e la stupenda chitarra di Toy Caldwell a disegnare un lungo splendido assolo, senza dimenticare la bella e potente voce di Doug Gray a completare il quadro di un pezzo che a mio parere è uno dei più belli della loro produzione.

Il disco prosegue poi in maniera piacevolissima con l’altrettanto bella ” Love is a Mystery ” , ballata decisamente più country style con un meraviglioso inserimento del sax e il consueto rincorrersi di chitarre.

Singing Rhymes ” , ci regala un bellissimo duetto tra Toy Caldwell e Doug Gray, entrambi eccellenti vocalist,  e un piacevole inserimento di flauto in un pezzo veloce e carino quanto basta.

Il lato B si apre con ” Dream Lover ” dove il sound tipicamente blues si intreccia a un ritmo quasi country e dove il flauto duetta con la chitarra in un insieme davvero particolare e piacevole.

Altro pezzo notevole a mio parere è ” Change Is Gonna Come ” dove il sound si fa addirittura funky con un rincorrersi di chitarre e sax davvero coinvolgente e inusuale, in un ritmo frenetico e inarrestabile a conferma della loro straordinaria cultura musicale e versatilità.

Il disco prosegue poi sulla stessa falsariga alternando ballate a pezzi più ritmati, atmosfere country e blues, voci e fiati in perfetta armonia e anche se non risulta essere  il loro capolavoro se vi capita l’occasione è comunque un disco interessante e piacevole se amate il country e un certo tipo di blues/soul.

Il tempo inesorabile, il destino, un certo tipo di vita hanno determinato nel corso della loro lunga carriera numerosi cambi di formazione con la scomparsa per vari motivi e spesso in modo prematuro di alcuni membri originali della band, ovvero Tommy e Toy Caldwell e George Mc Corckle,  e negli attuali MTB purtroppo rimane il solo Doug Gray a portare avanti il gruppo ancora comunque in piena attività, mentre Paul Riddle e Jerry Eubanks hanno da tempo intrapreso progetti personali.

Quello che ha sempre contraddistindo la Marshall Tucker Band è l’estrema eleganza delle loro composizioni, sia nelle ballate country più frenetiche sia nei pezzi più tipicamente blues e l’inserimento costante di flauti e sax in molti dei loro pezzi ha dato una impronta musicale davvero unica e particolare al loro sound.

Per chi non li conosce consiglio assolutamente i primi 3/4 album , in particolare ” Searchin’ for a Rainbow” , “ The Marshall Tucker Band ” e ” Carolina Dreams ” , per chi li conosce sa già a quale altissimo livello musicale siamo di fronte.

http://marshalltucker.com/p-1094-discography.html

Vi lascio con il loro pezzo sicuramente più famoso e ormai entrato nel mito del Southern Rock.

Lynyrd Skynyrd – 1991 ( vinile – 1991 ) Il grande ritorno.

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1991Questo è un disco importantissimo nella carriera dei Lynyrd Skynyrd , segna infatti il ritorno ufficiale alla discografia in studio dopo le vicende tragiche che li hanno coinvolti e sconvolti , ma andiamo con ordine per sommi capi e per chi non conosce la storia di questo straordinario gruppo.

Il 20 ottobre del 1977 l’aereo sul quale viaggia la band al ritorno da un concerto in Louisiana si schianta in una palude nei pressi di Gillsburg ( Mississippi ) e nel terribile schianto muoiono Ronnie Van Zant , il carismatico leader e cantante, Steve Gaines , eccellente chitarrista , la sorella Cassie , corista e il manager Dean Kilpatrick. Si salva miracolosamente il resto della band.

Questo tragico evento ovviamente sconvolge i superstiti della band e li costringe a fermare ogni progetto musicale proprio nel momento magico di una popolarità e successo sempre maggiori e in costante ascesa.

Nel 1979 i superstiti della band ad eccezione di Artimus Pyle formano la Rossington-Collins Band , per proseguire in qualche modo il progetto musicale intrapreso negli anni precedenti e riscuotono un buon successo di vendite e critica.

Nel 1984 si forma la Allen Collins Band e nel 1986 la Rossington Band , e nello stesso anno Allen Collins rimane paralizzato a causa di un incidente automobilistico nel quale muore la fidanzata.

Nel 1987 la MCA Records produce ” Legend “, una corposa compilation con tanti pezzi famosi e di successo dei Lynyrd Skynyrd originali comprendente anche molti B side e pezzi incompleti e inediti , e a fronte del rinnovato interesse per il gruppo e gli ottimi dati di vendita la band si riunisce al completo con i membri originali del gruppo superstiti del crash aereo , alla voce viene reclutato Johnny Van Zant,  ( il giovane fratellino di Ronnie ) che nel frattempo conduceva una discreta carriera solista , e alla chitarra Randall Hall , amico di lunga data e già membro della Allen Collins Band.

Il debutto ufficiale dei nuovi Lynyrd Skynyrd avviene nello stesso anno al Charlie Daniel’s Volunteer Jam XIII in un tripudio assoluto carico di emozione , e questa apparizione si trasforma in breve in un entusiasmante tour di oltre 30 date per commemorare il decennale dal tragico crash aereo.

Nel 1990 Allen Collins muore a causa di problemi polmonari aggravati dalla paralisi.

Arriviamo dunque al 1991 e finalmente i nuovi Lynyrd Skynyrd pubblicano il loro primo lavoro ufficiale da studio intitolato appunuto ” 1991 ” dopo oltre 13  anni dall’ultimo disco ufficiale ” Street Survivors ” proprio del ’77.

Probabilmente questo disco è stato un pò snobbato e sottovalutato dalla critica e da parte dei vecchi fans , ma credo che vada assolutamente rivalutato e apprezzato non soltanto per l’importanza in sè di un ritorno così importante dopo tante vicissitudini , ma anche perchè in ogni caso è un eccellente disco di puro southern rock , suonato in maniera eccellente con pezzi davvero piacevoli e ben ispirati , come ad esempio ” Smokestack Lightning ” , “ Southern Women ” , ” End of the Road ” , ma tutte le 11 traccie sono di ottimo livello.

Mi preme sottolineare l’eccellente prova vocale e compositiva di Johnny Van Zant , nella scomoda e difficile posizione di rimpiazzare una figura ingombrante , carismatica e ormai mitizzata come quella del fratello Ronnie , ebbene il ragazzone se la cava egregiamente e sforna una prestazione davvero convincente che confermerà in pieno nel tempo.

Ovviamente sul disco aleggiano i fantasmi e i ricordi dei compagni scomparsi nel corso degli anni precedenti , e compare una dedica a Allen Collins e una toccante  frase :

This Album was done for the Love of  Music…

and for the Love of those who are in Rock n’ Roll Heaven…

and to carry on.

Nel momento in cui scrivo è ormai imminente un corposo tour europeo che comprende anche una data a  Milano il 3 giugno , appuntamento imperdibile , e tutte le date sembrano confermate nonostante la recente ennesima tragedia che li ha colpiti , ovvero la scomparsa del grande Billy Powell , e sul loro sito è appena stato annunciato che il nuovo lavoro uscirà entro l’anno , e sarebbe il primo album di materiale nuovo dal Vicious Cycle del 2003.

Cosa aggiungere se non che ogni disco dei Lynyrd Skynyrd mi emoziona sempre ad ogni ascolto..

Cliccando su questo link potete ascoltare una anteprima degli 11 pezzi di questo 1991.

Vi lascio con la meravigliosa  ” Simple Man ” in una splendida versione live.

Long Live to Skynyrd !!

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Neil Young – Live Rust ( Vinile – 1979 ) Un disco fondamentale nella storia della musica.

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live-rustCome ho gia detto in alcuni precedenti post,  nel parlare di Neil Young mi trovo di fronte al mio musicista preferito in assoluto , insieme agli strepitosi Allman Brothers Band e Lynyrd Skynyrd.

In questo periodo sto riascoltando , cosa che peraltro faccio abbastanza regolarmente , il meraviglioso Live Rust , uno dei live più belli e intensi nella storia della musica rock  a mio parere e che posseggo in vinile.

Mai come in questo lavoro si assiste a un incredibile e intenso intrecciarsi di stili , suoni e situazioni musicali tanto diverse tra loro ma assolutamente pertinenti e in sintonia.

Registrato nel 1978  e uscito l’anno successivo presenta una straordinaria sequenza di brani che in questa versione live si arricchiscono di una atmosfera veramente unica , data anche dalla perfetta sintonia musicale e affettiva che legava in quel periodo Neil ai Crazy Horse con una rinnovata voglia di suonare e creare grande musica come testimoniato dal successo di Rust Never Sleep dell’anno precedente.

Questo Live Rust è il logico risultato della fantastica tourneè di Rust Never Sleep e ci dona un Neil Young veramente al top con versioni forse tra le migliori mai sentite di alcuni dei suoi brani più famosi .

La fantastica sequenza dei 5 brani di apertura ( Sugar Mountain , I Am a Child , Comes a Time , After the Goldrush , My My, Hey Hey )    in versione totalmente acustica varrebbe da sola il prezzo del biglietto, come si suol dire , ma è solo un antipasto a una seconda parte decisamente elettrica , a tratti selvaggia e impetuosa  , ma al tempo stesso sofferta e intensa .

Da When You Dance You Can Really Love , Neil Young imbraccia la sua Gibson elettrica ed entrano in scena i Crazy Horse e la scena cambia totalmente.

The Loner è solo l’inizio di questo cambio di suono e stile, ma si ritorna per un momento alle atmosfere acustiche con la sofferta e drammatica The Needle and the Damage Done , altamente evocativa e coinvolgente come sempre.

Lotta Love è l’ultima incursione in campo country/folk  di questo lavoro e fa praticamente da apripista al finale infuocato , distorso e intenso di questo capolavoro.

Con  Sedan Delivery , la Gibson di Neil Young si fa sempre più distorta e il suono più sporco ma incredibilmente non perde assolutamente di efficacia , non va assolutamente a influire sulla qualità delle composizioni , anzi se possibile rafforza e impreziosisce ancora di più dei pezzi già di per sè eccellenti.

Powderfinger , Cortez the Killer e Cinnamon Girl sono di una bellezza e di una intensità sconvolgente in questa versione live e ci introducono a un finale se possibile ancora più emozionante con la meravigliosa Like a Hurricane mai così bella ,coinvolgente , a tratti ipnotica e alla dura e distorta all’inverosimile Hey Hey, My My (Into the Black) , come solo lui probabilmente può suonarla.

In sostanza un lavoro davvero unico e imperdibile che ci regala un musicista al top della forma e canzoni meravigliose  , e che consiglio quindi soprattutto ai più giovani , se ancora in giro c’è un minimo di voglia di ascoltare veri musicisti e vera musica , e non cose piatte e banali prefabbricate a tavolino esclusivamente per vendere.

Come al solito cliccando sulla copertina potete avere una veloce anteprima dei brani .

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Rainbow – On Stage – ( Live – Vinile doppio LP ) 1977

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Torno a scrivere di musica dopo alcuni giorni di stop forzato , e lo faccio con un gran disco che sto riascoltando proprio ultimamente.

Si tratta di uno strepitoso Live per i veri appassionati di Hard Rock con fortissime influenze Blues.

Ma andiamo con ordine…dopo una straordinaria carriera con i mitici Deep Purple , il geniale chitarrista Ritchie Blackmore decide di intraprendere una nuova strada musicale e assoldando ottimi musicisti , nel 1975 fonda i Rainbow.

Il primo lavoro “ Ritchie Blackmore’s Rainbowè un eccellente lavoro a cavallo tra Hard Rock e Blues e spiccano subito le straordinarie doti vocali del grandissimo Ronnie James Dio , in assoluto il mio cantante rock preferito.

Col secondo lavoro , ” Rising ” raggiungono eccellenti dati di vendita e una popolarità sempre maggiore , con epiche canzoni quali ” Stargazer ” e ” A Light in the Black ” .

Ma  a mio parere il disco piu bello di quello straordinario periodo è questo Live ” On Stage, un autentico capolavoro dove l’Hard Rock piu trascinante e il Blues si fondono in un insieme incredibile di suoni ed emozioni davvero unici.

La formazione di questo live è la migliore in assoluto dei Rainbow , con Ronnie James Dio alla voce , Cozy Powell alla batteria , Tony Carey alle tastiere , Jimmy Bain al basso e ovviamente Ritchie Blackmore alla chitarra.

Si parte con la trascinante e veloce ” Kill the King ”  , poi si passa al capolavoro assoluto con un riff micidiale ovvero ” Man on the Silver Mountain ” , una autentica killer song con sapore fortemente Hard/Blues.

Questa canzone sfuma nel finale diventando un eccellente medley con ” Blues ” dove  la magica chitarra di Blackmore  e  la tastiera di Carey ci regalano un tappeto sonoro prima delicatissimo e poi travolgente , per poi sfociare velocemente in ” Starstruck ” e chiudere questo lato A  ancora con il tema iniziale  di ” Man on the Silver…  “.

Il lato B del disco 1 è una traccia unica di  15 minuti con la loro ballad per eccellenza , ovvero la meravigliosa ” Catch the Rainbow ” , con la prima metà dolcissima ed eterea e una seconda parte con un coinvolgente e trascinante assolo di chitarra.

Anche il lato A del disco 2 è una unica traccia di 13 minuti con la celeberrima ” Mistreated ” presa direttamente dal repertorio dei Deep Purple e qui reinterpretata in maniera straordinaria da Ronnie James Dio.

Il lato B del secondo disco con le due bellissime e travolgenti ” Sixteen Century Greensleeves ” e ” Still i’m sad ” chiude un live davvero straordinario , con musicisti ai massimi livelli e un gusto di fare musica davvero d’altri tempi.

Pezzi bellissimi,  lunghi ed elaborati , improvvisazioni , voce e strumenti in perfetta sintonia…in sostanza un disco assolutamente imperdibile per tutti gli appassionati del buon vecchio genuino Hard Rock con fortissime influenze Blues…se poi riusciste a trovarlo in vinile a mio parere l’atmosfera è ancora più magica…

Come al solito potete farvi un’idea del sound di questo disco cliccando sull’immagine della copertina e sarete dirottati su Amazon per una veloce anteprima dei pezzi…e vi lascio con uno dei rari documenti video di questo grandissimo gruppo , nella formazione  migliore dei primi 3 dischi piu questo live.

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Molly Hatchet – Molly Hatchet ( Vinile – 1978 )

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La splendida illustrazione di questo album ad opera del fenomenale illustratore Frank Frazetta ci presenta il primo bellissimo album dei Molly Hatchet , che posseggo in vinile.

Originari anche loro di Jacksonville ( Florida ) come i Lynyrd Skynyrd , i Molly si formano intorno alla metà degli anni ’70 e seguono la strada del Southern Rock incantati dai loro amatissimi  e stimatissimi amici Lynyrd Skynyrd.

In questo primo lavoro si nota tutta l’influenza dello stile Skynyrd , anche se prevale una componente leggermente più Heavy che verrà comunque confermata e consolidata dal secondo album in poi .

Questo è un disco veramente bello per gli appassionati di Southern Rock , anche se forse il loro migliore lavoro è il successivo ” Flirtin’ With Disaster “ dove il sound si fa leggermente più pesante pur mantenendo un tono Southern ben definito.

Si parte con ” Bounty Hunter ” , dove si percepisce subito l’influenza dei Lynyrd Skynyrd che comunque fa da sfondo a a quasi tutto l’album , poi arriva uno dei cavalli battaglia di tutta la musica Southern , ovvero ” Gator Country ”  ( e il titolo già la dice lunga ) una bellissima cavalcata che non è altro che un sentito omaggio alla terra natia e agli straordinari artisti che l’hanno resa famosa con la loro musica.  Il testo è un susseguirsi di strofe inneggianti a Jacksonville , alla Florida ( terra di alligatori appunto ) e di nomi di artisti come Lynyrd Skynyrd , Allman Brothers Band , Marshall Tucker band , Charlie Daniels Band , ecc…insomma un sentito tributo ai grandi del Southern Rock.

Il lato 2 si apre con la bellissima  ” Dreams ” degli Allman Brothers Band , qui in una eccellente versione  e prosegue con altri 3 pezzi di ottima fattura dove l’anima Southern e l’energia elettrica  dei Molly emerge in tutta la sua esuberanza.

Sto scrivendo queste noto proprio mentre il gruppo ha intrapreso una veloce serie di concerti a Piacenza e Bologna , che purtroppo non sono riuscito a vedere .

Mi preme sottolineare una caratteristica veramente particolare dei Molly Hatchet , e cioè la scelta di tutte le copertine dei loro lavori. Fin da questo primo album si sono avvalsi dell’opera di fantastici illustratori di tematiche fantasy come Frank Frazetta e  Boris Vallejo…per gli appassionati di fumetto e illustrazione come me varrebbe solo questo per giustificarne l’acquisto , ma poi c’è pure la musica…e che musica !!

Vi segnalo inoltre il  loro bellissimo sito , uno dei più belli in assoluto quanto a grafica e contenuti.

Ecco l’audio di Gator Country , tanto per farvi un’idea….

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